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DISPLASIA DEL GOMITO
IL
GOMITO DEL CANE
è costituito da un’articolazione di tipo mobile,
formata da una cavità articolare interposta a superfici lisce e
rivestite di cartilagine. Questa cavità è riempita da un liquido
lubrificante, la sinovia.
I capi ossei presenti nell’articolazione del gomito sono
rappresentati dalla porzione distale dell’omero e dalla porzioni
prossimali di radio e ulna.
I segmenti ossei hanno una capsula articolare comune, rinforzata
anteriormente da un legamento membranoso.
Vi sono poi due legamenti collaterali, uno mediale (faccia interna)
e uno laterale (faccia esterna), il legamento anulare del radio e il
legamento obliquo.
I muscoli ei tendini: i tendini del brachiale e del bicipite e i
muscoli flessori ed estensori di carpo ed avambraccio.
Cosa comporta e che cosa è la displasia del gomito
E' una malformazione articolare che può essere
causata da un'incongruenza articolare (a causa di una crescita
asincrona di radio ed ulna) e/o da una alterazione dell’incisura
semilunare dell’ulna.
L’incongruenza articolare comporta un sovraccarico ed un’eccessiva
sollecitazione:
- del processo coronoideo mediale dell’ulna e del condilo mediale
dell’omero nella frammentazione del processo coronoideo dell’ulna, o
FCP.
- del condilo mediale dell’omero quando la crescita del radio è
inferiore a quella dell’ulna, con conseguente osteocondrite
dissecante, o OCD.
- del processo anconeo dell’ulna quando la crescita del radio è
superiore a quella dell’ulna con conseguente mancata unione del
processo anconeo dell’ulna, o UAP.
- dell’incisura semilunare dell’ulna quando questa assume una forma
ellittica
L’aspetto fondamentale della displasia del gomito è rappresentato
dall’osteocondrosi, ovvero da una carenza dell’ossificazione
encondrale a livello di cartilagine di coniugazione e articolare,
tipica del periodo di rapido accrescimento.
Si tratta di un processo degenerativo a carico della cartilagine e
dell’osso.
Le regioni ossee interessate sono le fisi (zone di accrescimento) e
le cartilagini articolari.
L’eziologia dell’osteocondrosi non è ancora stata del tutto
chiarita, sebbene siano stati evidenziati alcuni fattori quasi
sicuramente scatenanti.
I fattori che possono influire sulla displasia del
gomito
- Fattori genetici : sono importanti soprattutto in
relazione al rapido accrescimento osservato in cani con rapido e
grande sviluppo scheletrico e muscolare (infatti è difficile
riscontrare osteocondrosi in soggetti con peso inferiore ai 25 kg).
Inoltre nei soggetti di sesso maschile l’incidenza è doppia o tripla
rispetto a quella riscontrata nelle femmine, le quali hanno una
velocità di crescita inferiore.
- Fattori alimentari : l’iperalimentazione e la sovra-integrazione
promuovono un rapido accrescimento con conseguente aumento del
carico meccanico su superfici scheletriche ancora immature.
- Fattori ormonali : causato da disfunzioni ormonali, o per causa di
ormoni.
Si tratta di una patologia multifattoriale in cui diverse cause
interagiscono portando un aumento del ritmo di crescita e
dell’incremento ponderale.
Questo, a sua volta, determina dei traumi e delle alterazioni sui
processi di ossificazione encondrale a livello di cartilagini di
accrescimento e articolari, e quindi l’instaurarsi di processi
osteocondrosici degenerativi.
I soggetti più colpiti sono quindi i cani di grossa taglia in
accrescimento.
Oltre al peso anche il grado di attività può rappresentare un
fattore scatenante la patologia.
Per finire, a seconda della regione scheletrica in cui l’osteocondrosi
si manifesta, il cane presenterà delle patologie differenti con
differenti sintomatologie cliniche.
Le patologie che concorrono nella displasia del
gomito:
OCD – Osteocondrite dissecante
Consiste infatti in un processo di osteocondrosi
localizzato alla cartilagine articolare della superficie distale e
mediale del condilo omerale.
La ritardata ossificazione determinata dall’osteocondrosi provoca un
ispessimento della cartilagine che, a sua volta, può determinare la
sofferenza e la morte dei condrociti (cellule cartilaginee) più
distanti, in quanto non ricevono il nutrimento necessario.
Il lembo cartilagineo morto si stacca dall’osso subcondrale in
seguito anche ai microtraumi e al carico ponderale.
L’osso subcondrale così esposto scatena una serie di meccanismi
reattivi che portano all’infiammazione e all’artrosi.
Sintomi: zoppia, risparmio dell’arto ed atteggiamento antalgico, con
carpo valgo, in stazione.
Il sospetto di displasia del gomito nasce ogni qual volta un
cucciolo di razza predisposta presenti una zoppia a carico dell’arto
anteriore e la visita clinica evidenzi dolore alla palpazione
profonda ed ai movimenti passivi del gomito.
La diagnosi viene raggiunta con esame radiografico.
L’unica terapia che da risultati validi è rappresentata
dall’intervento chirurgico con asportazione del frammento
cartilagineo e pulizia della lesione.
I risultati sono buoni se l’intervento è precoce.
UAP -
Mancata fusione del processo
anconeo
l processo anconeo è una porzione dell’ulna che
delimita la grande incisura semilunare, la quale a sua volta si
articola con l’omero.
Nelle razze pesanti il processo anconeo presenta un centro di
ossificazione autonomo: una cartilagine di accrescimento lo
“collega” con il resto dell’ulna.
La fusione con l’ulna avviene tra gli 84 e i 164 giorni, circa nel
4° mese di età.
Per la mancata fusione esistono diverse teorie: una di tipo
meccanico, con traumi di diversa entità che agiscono sul processo
anconeo non ancora totalmente calcificato; ciò determina una
frattura a livello della fisi.
Una seconda teoria parla della chiusura precoce della cartilagine di
accrescimento distale dell’ulna; il radio cresce in misura maggiore
e più rapidamente rispetto all’ulna e crescendo forza sul condilo
mediale dell’omero, che a sua volta trasmette la spinta al processo
anconeo. Questo, non essendo ancora fuso con l’ulna, se ne distacca.
La terza teoria ritiene che un ritardo nel processo di ossificazione
encondrale (osteocondrosi) della fisi di accrescimento del processo
anconeo possa contribuire alla debolezza strutturale del processo e
al suo distacco in seguito alle sollecitazioni meccaniche
articolari.
Anche in caso di UAP, l’insorgere della malattia determina un
risentimento algico con una zoppia di 1° o 2° grado, di solito
intorno ai 5 mesi.
La diagnosi che avviene mediante esame radiografico
Quando la patologia è bilaterale la sintomatologia è meno
appariscente e spesso porta a diagnosi tardive, con artrosi ormai
avanzata.
Anche in questo caso è necessario ricorrere all’intervento
chirurgico, mediante il quale si provvederà all’asportazione del
frammento o alla sua fissazione tramite vite.
I
FCP – Frammentazione del processo
coronoideo mediale dell’ulna
Colpisce
prevalentemente cani appartenenti a razze di grossa taglia, con
incidenza maggiore nei maschi.
Spesso la lesione interessa entrambi gli arti e si può verificare
contemporaneamente a OCD del condilo omerale.
Anche il processo coronoideo ha un proprio nucleo di ossificazione,
con una fisi di accrescimento che si fonde con l’ulna dopo quella
dell’anconeo, a 6 mesi.
Se la cartilagine di accrescimento risulta interessata da
osteocondrosi il processo coronoideo può staccarsi o frammentarsi.
Un'altra teoria presuppone una precoce chiusura della cartilagine di
accrescimento del radio; l’ulna quindi cresce di più e più in
fretta, determinando una maggior sollecitazione e una sofferenza a
carico del processo coronoideo mediale, che si può staccare o
frammentare.
Sintomi: zoppia, andatura rigida e innaturale accompagnata da
sollevamento della testa quando c’è avanzamento dell’arto
interessato.
Il cane prova dolore nei movimenti di flessione ed estensione.
La diagnosi è sempre radiografica, la terapia è di tipo chirurgico
con asportazione dei frammenti e pulizia articolare.
Componente
genetica
La componente genetica è importantissima come fattore predisponente,
quindi è indispensabile un'attenta selezione dei riproduttori.
Fondamentale, però, anche la corretta alimentazione, specie per i
soggetti di taglia grande e gigante in cui non si deve ricercare una
crescita troppo veloce: l'eccessivo incremento del peso corporeo,
determina una forza di carico che va a gravare su articolazioni e
strutture muscolo-scheletriche ancora inadeguate ed immature; come
diretta conseguenza avremo uno stato di sofferenza dell’intera
articolazione e una predisposizione ai fenomeni degenerativi che
sono alla base della displasia del gomito.
Sigle di classificazione della displasia del gomito
0 - Normale sul pedigree
indicato con la lettera W
I° - Quasi normale sul pedigree indicato
con la lettera X
II° - Artrosi media sul pedigree indicato
con la lettera Y
III° - Grave artrosi sul pedigree
indicato con la lettera Z
Come per l'anca anche
per la displasia del gomito, in Italia i controlli sono fortemente
raccomandati ma non sono al momento obbligatori per la maggior parte
delle razze.
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