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TORSIONE
GASTRICA
La dilatazione gastrica acuta si ha in seguito al
mancato svuotamento dello stomaco e al conseguente aumento della
pressione interna dovuto alla mancanza di fuoriuscita di sostanze
gassose, liquide e solide che tendono, ovviamente, ad accumularsi.
Tutto ciò comporta, quindi, una compressione a carico degli organi e
dei visceri con l'insorgere di problemi di coagulazione nonché di
difficoltà del ritorno venoso a carico delle vene porta e cava
creando, così, una condizione di shock ipovelmico ed endotossico.
Una complicanza della dilatazione gastrica acuta è rappresentata
dalla torsione dello stomaco lungo il suo asse maggiore che ne
comporta l'occlusione meccanica e, talvolta, il danneggiamento della
parete sì da renderne necessaria, a volte, l'asportazione di alcune
sue parti.
Spesso, con il verificarsi della torsione dello stomaco, si ha una
dislocazione della milza tale che diventa essa stessa soggetta ad
un'analoga torsione, a sua volta causa dell'occlusione della vena
splenica con conseguente splenomegalia e che può renderne
necessaria, a volte, l'asportazione chirurgica.
I sintomi che devono mettere in allarme il proprietario sono la
distensione addominale, la presenza di conati di vomito con
scialorrea e disturbi respiratori. La dilatazione, con eventuale
torsione, è una patologia di cui non è possibile trovare una singola
causa. Sono infatti molteplici i fattori che possono determinarla.
Il primo è quello anatomico: sono, infatti, maggiormente a rischio
gli animali di grossa taglia e con torace profondo. Altre cause
sembrano essere la contemporanea ingestione di aria, acqua e cibo,
la presenza di alcuni batteri gastrici, ritardato svuotamento
gastrico, eccessive quantità di cibo o di liquidi, giochi e corse
dopo i pasti, tipo di alimentazione.
Non è da sottovalutare, inoltre, la componente genetica di fattori
predisponesti. Basti pensare che negli allevamenti statunitensi di
razze a rischio, s'interviene chirurgicamente su cani di pochi mesi
al fine di prevenire, in caso di dilatazione gastrica, eventuali
torsioni.
La diagnosi purtroppo è sempre riservatissima anche dopo
l'intervento chirurgico del veterinario, intervento diretto, con
l'ausilio di una sonda gastrica, allo svuotamento ed al
riposizionamento dello stomaco.
L'apparato intestinale, infatti, libera grandi quantità di tossine
che, oltre a causare uno stato di shock, vanno ad alterare il
normale funzionamento dell'apparato cardiocircolatorio causando
delle aritmie mentre, a livello epatico e renale, danni luogo a
fenomeni di necrosi.
L'intervento chirurgico di decompressione e riposizionamento dello
stomaco, ed eventuale asportazione della milza, se effettuato
precocemente, rispetto ai primi sintomi, contiene la mortalità dei
soggetti colpiti nei limiti del 30/40%, limiti che salgono al 70/80%
se si opera dopo 6/7 ore dal manifestarsi dei primi sintomi.
Dobbiamo aggiungere, per dovere professionale, che i soggetti
sopravvissuti a dilatazione gastrica ed eventuale torsione sono
purtroppo esposti al rischio di una seconda dilatazione con
probabilità intorno al 70/75%. Non ci sono molte cose che il
proprietario dell'animale possa fare a livello di prevenzione:
somministrare 3-5 pasti giornalieri, diminuire il quantitativo di
acqua specie post-prandiale o dopo attività fisiche.
Qualora, nonostante tutte le attenzioni, si manifestassero i sintomi
di gonfiore dell'addome, scialorrea, difficoltà respiratorie, è
prudente mettersi in contatto telefonico con il proprio veterinario
al fine di informarlo dell'imminente arrivo di un animale con
dilatazione gastrica perché possa preparare tutto ciò che gli
servirà per intervenire senza indugio: flebo, sonda gastrica,
corredi chirurgici.
Ci pare superfluo sottolineare, dopo quanto abbiamo appena
affermato, che anche per la dilatazione gastrica e la sua
complicanza, il riconoscimento dei sintomi e la terapia medico
chirurgica tempestivi sono indispensabili per una risoluzione
positiva dei casi come, del resto, abbiamo già affermato grazie alle
percentuali più sopra riportate.
LA
SINDROME DILATAZIONE-TORSIONE GASTRICA DEL CANE:NUOVI CONCETTI
E POSSIBILITA' DI PREVENZIONE
(articolo scritto da Luca Formaggini
- Medico Veterinario Varese - e Marco
De Lorenzi - Medico Veterinario Cremona - sulla rivista Cinologia
n.1 del
1999)
Il
complesso dilatazione-torsione gastrica del cane (GDV dall'inglese
Gastric Dilatation - Volvolus) è in realtà una sindrome intesa come
complesso di sintomi provocati da cause diverse. Non risulta ancora
chiaro se la dilatazione gastrica e la torsione gastrica siano due
entità
patologiche distinte. In generale si afferma che la dilatazione
dello stomaco precede la torsione. Entrambi le condizioni sono ad
insorgenza acuta
e caratterizzate da diversi gradi di malposizionamento dello
stomaco, rapido accumularsi di gas all'interno dell'organo, aumento
della pressione
intragastrica, shock (nelle sue diverse manifestazioni) e, spesse
volte,morte dei soggetti colpiti.
L'approccio terapeutico è il medesimo, sia che si tratti di torsione
sia in presenza di dilatazione acuta, di conseguenza, per le
caratteristiche acute
della malattia e per le condizioni critiche in cui di solito versa
il paziente nel momento della presentazione, la diagnosi deve essere
clinica e
l'ausilio dell'esame radiografico è indicato solamente in casi
particolari es. (torsione gastrica cronica). Il trattamento
standard (primariamente
medico) comprende terapia intensiva per lo stato di shock,
decompressione dello stomaco (questi primi passi della terapia della
GDV possiamo
raggrupparli sotto la definizione di protocollo di stabilizzazione)
ed intervento chirurgico allo scopo di ispezionare, riposizionare e
fissare lo
stomaco prevenendo così le recidive. L'intervento chirurgico viene
effettuato il più precocemente possibile dopo la decompressione, non
appena
il paziente raggiunge il massimo grado di stabilizzazione possibile.
La terapia intensiva deve proseguire anche nel post - operatorio, se
si
considera il fatto che, per molteplici cause, la maggior parte dei
decessi in seguito ad un episodio acuto di GDV avviene nei primi
cinque giorni
successivi all'insorgenza della malattia. Tutto questo rende il
trattamento della GDV oneroso da parte del proprietario e frustrante
per il Veterinario che, a volte, nonostante gli sforzi terapeutici
non riesce a salvare il paziente.I dati attualmente in possesso
della Medicina Veterinaria indicano, nei soggetti colpiti da GDV,
una diminuzione del tasso di mortalità; infatti, la miglior
conoscenza della malattia e delle sue conseguenze e l'evoluzione
delle tecniche chirurgiche, negli ultimi dieci anni hanno reso il
trattamento della GDV più razionale e completo; i passi da gigante
compiuti dalla Medicina d'Urgenza hanno permesso un miglioramento
della sopravvivenza a breve e medio termine, mentre lo studio delle
metodiche chirurgiche messe in atto per fissare lo stomaco hanno
portato ad una drastica riduzione delle recidive.
Il tasso di mortalità è diminuito nel corso degli anni, ma rimane
comunque abbastanza elevato (diversi lavori effettuati su grandi
numeri, attestano l'indice di mortalità intorno al 30%, nonostante
l'applicazione di un corretto trattamento). Una recente
pubblicazione ha messo in risalto quali sono i parametri valutabili
clinicamente e che permettono al veterinario di poter formulare una
prognosi (anche se approssimativa) fin dal momento della
presentazione del caso.Nonostante l'enorme evoluzione nel
trattamento della GDV, dati provenienti da uno studio americano (non
siamo ancora in possesso di dati di questo tipo riguardanti la
situazione italiana o europea), stanno chiaramente ad indicare un
aumento significativo della malattia (1.500%) dal 1964 al
1994;questo fenomeno può essere spiegato in diversi modi e, in
alcuni di questi, i dati possono risultare in apparenza falsati (ad
esempio da un incremento della diffusione di soggetti appartenenti a
razze considerate a rischio per GDV). Al contrario utilizzando i
numeri da un punto di vista strettamente statistico, i Veterinari
americani sarebbero di fronte ad una verae pidemia" di GDV;
purtroppo come a volte succede, di fronte ad un miglioramento da un
punto di vista diagnostico e terapeutico nei confronti di una
malattia non si assiste ad un altrettanto importante passo in avanti
nei riguardi della prevenzione della diffusione della malattia
stessa. Per quanto riguarda la GDV il grosso ostacolo alla
prevenzione è rappresentatod al fatto che nessuna delle teorie sullo
sviluppo della malattia , formulate
da più ricercatori nel corso degli anni riesce a spiegare
completamente il motivo per cui ad un certo punto della vita del
cane lo stomaco si dilata
e/o va incontro a torsione (questo discorso esula dallo scopo di
questo articolo per cui si rimanda il lettore alla consultazione di
lavori specifici). Tuttavia siamo al corrente di quali siano i
fattori (individuali ed ambientali) predisponenti e precipitanti un
episodio acuto di GDV; di
conseguenza la valutazione di queste situazioni potrebbe costituire
un valido punto di partenza per una corretta prevenzione della
patologia.
FATTORI DI RISCHIO
In uno studio svolto nel 1994
utilizzando il VMDB (Veterinary Medical Data Base) di 12 Ospedali
Veterinari americani, sono stati presi in esame 1.934 casi di GDV e
3.868 casi presentati alla visita per motivi differenti dalla GDV
nel periodo compreso tra il 1980 ed io 1989. I casi di GDV sono
stati comparati con gli altri soggetti al fine di valutare quali
possano essere state le differenze che hanno portato i primi allo
sviluppo della malattia.
I fattori di rischio individuati sono
stati i seguenti:
- la frequenza della malattia su tutti i cani esaminati è stata del
2,9-6,8 per mille;
- il 28,6% dei soggetti con dilatazione gastrica ed il 33,3% di
quelli con
torsione morirono;
- cani di razza hanno un rischio di sviluppare la GDV molto
superiore
rispetto ai cani derivati da incroci;
- l'incremento dell'età è un importante fattore di rischio. Soggetti
con età
superiore ai 7 anni hanno un rischio di manifestare GDV due volte
superiore
rispetto a cani di età compresa tra i 2 e 4 anni;
- sesso e stato riproduttivo (sterilizzati vs. interi) non furono
associati
al rischio di GDV;
- l'aumento del peso medio da adulto all'interno della razza
considerata è
un fattore di rischio per GDV.
L'obesità è meno importante e non
venne associata al rischio di GDV. Il secondo punto citato
nell'elenco non può essere considerato
statisticamente significativo dal momento che non tutti gli Ospedali
coinvolti nello studio, hanno adottato gli stessi parametri
diagnostici per
differenziare dilatazione da torsione gastrica.Inoltre, già in
questo lavoro, gli Autori avevano notato la tendenza allo sviluppo
della malattia dei soggetti a torace stretto e profondo, per cui
vennero gettate le basi per uno studio volto a verificare se i
caratteri fenotipici di un individuo potessero influenzare la
tendenza al manifestarsi della GDV. Un secondo studio (Case-Control
Study) fu completato nel 1996; in questo caso furono presi in esame
101 casi presentati per GDV. Ognuno di questi cani con GDV fu
paragonato per una serie di fattori ad un altro cane (sano o
presentato per motivi diversi da GDV) della stessa razza o, se
meticcio,dello stesso peso e della stessa età (+/- 2 anni). Dalle
101 paia di cani
esaminati per GDV, la maggior parte erano di razza pura (93 paia);
l'età media di insorgenza della GDV fu di 6,9 anni ed il sesso fu
rappresentato in eguale misura da maschi e femmine (rispettivamente
50 e 51). I dati salienti rilevati in questo studio sono stati i
seguenti:
Fattori dietetici:
Da questo lavoro appaiono associati
all'incremento di rischio di insorgenza della GDV la rapidità
nell'assumere l'alimento, pochi pasti al giorno e
pochi snacks tra i pasti.Altri fattori dietetici sospettati di
incrementare il rischio di GDV (alimentazione a cibo secco, quantità
di cibo secco per pasto e cibo secco non inumidito) non furono
invece associati all'insorgenza della malattia.Non significativi
sono stati anche la somministrazione di vitamine ed integratori
alimentari.
Caratteristiche comportamentali del
cane:
Soggetti paurosi o aggressivi nei
confronti di altri cani o persone si sono rivelati maggiormente
predisposti allo sviluppo di GDV rispetto ad altricani definiti
"felici" dai proprietari.
Concomitanti manifestazioni
gastrointestinali:
Soggetti con segnalazione di
flatulenze, rumori intestinali e vomito frequente sono stati
segnalati a rischio di GDV. Anche in questo lavoro il
dato non è statisticamente significativo, altri studi riportano
presenza di antecedenti patologie dell'apparato gastroenterico in
cani che hanno
manifestato episodi ricorrenti di dilatazione gastrica o un episodio
acuto di torsione.
Altri fattori:
Le modalità e la durata
dell'esercizio fisico non fu associata ad unincremento di rischio,
così come la convivenza con altri cani o gatti (a conferma della
natura non infettiva della GDV), trattamenti farmacologici e recenti
vaccinazioni.
FATTORI PRECIPITANTI
Il periodo in cui appare più alta
la frequenza di insorgenza della GDV va dalle ore 18 alle ore 24
(59,3% dei casi). I ricercatori della Purdue University hanno
cercato di individuare alcuni fattori precipitanti nelle otto ore
precedenti l'episodio di GDV; il dato che più frequentemente ricorre
è stato la presenza di un evento stressante (anche se in alcuni casi
fu difficile risalire sulle basi delle segnalazioni dei proprietari
ad un
fatto preciso prima dell'insorgenza della patologia).Questo dato
risulta essere in pieno accordo con altro lavoro del 1998 in cui
l'indagine su una razza altamente predisposta al rischio di GDV come
il Setter Irlandese riporta come fattori precipitanti recenti viaggi
in auto o permanenza in canili o pensioni per cani, situazioni
altamente stressanti per il cane stesso. Altri fattori riscontrati
come eventi antecedenti all'episodio di torsione gastrica sono stati
il cambio dell'ora del pasto e la somministrazione di un pasto più
abbondante del solito.
EREDITARIETA' DELLA GDV
Se da un lato la maggior parte dei
casi di GDV si verifica in forma sporadica all'interno di una razza
a rischio, dall'altro esistono dei gruppidi casi all'interno della
stessa famiglia; questo farebbe pensare a due forme differenti di
GDV: una appunto sporadica ed una familiare. Nel 1994,il gruppo di
ricerca sulla GDV nella cane della Purdue University (Indiana
U.S.A.) basandosi su queste constatazioni ha iniziato uno studio
approfondito sui fattori genetici che possono influenzare
l'insorgenza della torsione gastrica in razze a rischio.Uno studio
preliminare è stato condotto appunto nel 1994 analizzando i pedigree
ed intervistando i proprietari di Alani e Setter Irlandesi
presentati a mostre speciali; questo ha permesso una prima
valutazione della influenza che può avere l'inbreeding
sull'insorgenza della GDV. Il coefficiente di inbreeding è la
probabilità che due geni presenti nello stesso sito sullo stesso
cromosoma siano identici poiché derivano dallo stesso progenitore.
In questo studio preliminare il coefficiente di inbreeding risultò
più elevato negli individui che avevano sviluppatot orsione rispetto
a quelli esenti dalla patologia.La basi di partenza
sono sicuramente avvincenti, ma il punto è: attraverso quale
modalità viene trasmessa questa predisposizione?Siamo al corrente di
svariate patologie che si riscontrano in gruppi familiari con
elevato coefficiente di inbreeding (iperadrenocorticismo ipofisario
nel Dandie
Dinmont Terrier, osteocondrosi, allergia alimentare,malattie
autoimmunitarie, neoplasie, trachea ipoplasica , disfagia associata
a distrofia muscolare nel bovaro delle Fiandre, mielopatia
necrotizzante nel Kooiker Dog, etc.) ma, per quanto riguarda
l'eventuale trasmissione della
GDV, la situazione non è ancora ben chiara Quello che invece risulta
evidente è che i dati riscontrati in almeno tre lavori apparsi su
rivisteinternazionali sono altamente compatibili con l'ipotesi
ereditaria della GDV.I lavori sopracitati si riferiscono ad una razza come il Setter
Irlandese
che è considerata ad alto rischio per torsione gastrica; sono stati
analizzati i parametri Indice profondità/larghezza del torace
(misurato su
immagini radiografiche) e quelli riguardanti cinque generazioni di
pedigree.Nel primo caso è stata confermata l'ipotesi che cani a torace
stretto e
profondo (indice alto) sono altamente a rischio per GDV. Mentre
l'analisi di
cinque generazioni di pedigree ha rivelato una predisposizione allo
sviluppo
della torsione gastrica in cani con antenati comuni ma con numeri
non
statisticamente significativi. Peraltro i dati rilevanti da
quest'ultimo lavoro sono molto indicativi dell'ipotesi ereditaria
della GDV.La predisposizione potrebbe essere legata alla trasmissione del
carattere
fenotipico "torace stretto e profondo" ma la trasmissione di questo
carattere non seguirebbe una modalità lineare (il pattern è tipico
di una
caratteristica trasmessa da un gene maggiore a dominanza
incompleta), oppure
dal momento che esistono altri fattori predisponenti alla torsione
gastrica
potrebbe anche essere che la trasmissione di altre caratteristiche
(es.predisposizione ad un comportamento timido o aggressivo possa
influenzare l'ereditabilità della malattia.In conclusione sono necessari ulteriori studi su altre razze e su un
numero
maggiore di generazioni per poter dare una significatività
statistica a
questa teoria.
PREVENZIONE
Alla luce di questi risultati siamo
in grado comunque di fornire delle precise informazioni al fine di
impostare una corretta prevenzione nei
confronti di una malattia che mantiene comunque un alto tasso di
mortalità (dal 15 al 30% in diversi lavori).I fattori di rischio sui
quali allevatori, proprietari e veterinari possono efficacemente
agire sono:personalità,alimentazione,caratteristiche fenotipiche(indiceprofondità/ampiezza
del torace) ed ereditabilità.
PERSONALITA'
E' stato sottolineato come soggetti paurosi o aggressivi , possano
essere
soggetti a rischio GDV.E' importante che questi cani non vangano
sottoposti
a situazioni particolarmente cariche di stress (lunghi viaggi,
pensioni per
cani, spari, etc.)
ALIMENTAZIONE
E' consigliabile suddividere la razione giornaliera in diversi
piccoli pasti
e non affidarsi ad un unico grande pasto nella giornata. Come
accennato poco
sopra, un importante ruolo riveste la voracità e di conseguenza la
velocità
di assunzione del cibo da parte del cane. Secondo il gruppo della Purdue
questo è talmente importante da indurre una ricerca volta ad
"inventare" un
metodo pratico per rallentare l'assunzione del pasto.Esiste inoltre una prima segnalazione di van Slujis di un San
Bernardo di 9mesi molto esuberante e vorace che ha presentato in tempi successivi
svariati episodi di dilatazione gastrica acuta dopo i pasti; il cane
ins eguito ad una terapia comportamentale volta ad insegnargli a
mangiare
lentamente (non ingerendo aria) - la terapia comportamentale ha
avuto una
durata di una settimana - nei successivi sei mesi di osservazione
non ha più
manifestato dilatazione.
CARATTERISTICHE FENOTIPICHE ED EREDITABILITA'
Sicuramente è il dato che sta alla base della predisposizione alla
GDV. Si è
visto come i cani di taglia medio-grande-gigante siano soggetti a
rischio
per GDV; tra questi, quelli con alto indice profondità-larghezza del
torace
sono i maggiormente predisposti. Non si conosce ancora esattamente
la
modalità di trasmissione di questo carattere, ma se i primi dati in
possesso
dei ricercatori verranno confermati, questo dovrà indurre un
cambiamento dirotta nella selezione di determinate razze. Di certo è
un'affermazione che
può far discutere, ma alla fine sarà la coscienza di ciascuno degli
addetti
ai lavori che detterà la soluzione.
PREVENZIONE MEDICA E CHIRURGICA
Tutti i tentativi che sono stati effettuati nella prevenzione della
GDV con
ausilio di farmaci (anti-meteorici, anti-acidi, promotori della
motilitàgastrointestinale) hanno dato in tempi differenti risultati
quantomenos coraggianti.E' di recente segnalazione la possibilità di utilizzare l'intervento
di
gastropessi (che solitamente viene utilizzato nella prevenzione
delle recidive) come trattamento d'elezione nei soggetti che non hanno ancora
manifestato un episodio acuto di GDV ma che possono per diversi
motivi (non
ultimo la segnalazione all'interno della stessa famiglia o
allevamento di
altri casi di GDV) ricadere in una categoria a rischio.L'intervento chirurgico consiste nel creare una certa continuità tra
una
parte dello stomaco (l'antro pilorico) e la parete addominale destra
e più
precisamente la 12°-11° costola. E' un intervento relativamente
semplice, ma
non del tutto privo di rischio; per questo motivo deve essere
eseguito da
chirurghi che hanno dimestichezza con il trattamento della GDV.
Questo tipo
di chirurgia comporta una serie di complicanze ed accortezze in
soggetti che
hanno già sofferto di un episodio acuto di torsione di stomaco ma
che lascia
un po' più di margine di sicurezza se effettuato come intervento di
elezione(programmato) in cani che non hanno ancora manifestato sintomi
riferibili aGDV. Per quanto riguarda la temporalità d'intervento, questo
potrebbe essereprogrammato nel corso della sterilizzazione in età
prepubere in modo da nonsottoporre questi soggetti ad una ulteriore anestesia in tempi
successivi;oppure nulla vieta una chirurgia più spostata nel tempo nel caso in
cui si
trattasse di soggetti riproduttori che di conseguenza non vengono
sottoposti
a sterilizzazione precoce.Esistono differenti metodiche di fissazione dello stomaco alla
parete
addominale; tra tutte solamente la gastropessi circumcostale e la
gastropessi con tubo sono state valutate per gli effetti provocati
alla
motilità gastrica. Solamente la cosiddetta gastropessi circumcostale
è stata
considerata come tecnica che non altera in modo significativo la
motilità ed
il tempo di svuotamento gastrico di un organo che non ha ancora
subito un
episodio acuto di GDV. Per questo motivo la gastropessi
circumcostale viene
considerata la tecnica d'elezione per la prevenzione della GDV.
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